Cosa vuol dire Trust Rank?

Written by seofacile on August 30th, 2007 in SEO, motori di ricerca.

Continuiamo a spiegare in modo facile in cosa consiste il SEO.

In questo post tratteremo uno degli aspetti più nuovi per quello che riguarda l’ottimizzazione dei nostri siti, il Trust Rank.

Riuscire a capire come funzionano i motori di ricerca ha contribuito in maniera enorme a provocare una inflazione di pagine web di scarso o nullo valore per gli utenti. Un pinco pallino qualunque, come il sottoscritto, con poche righe di codice php può creare in meno di 2 ore un sito iper ottimizzato e farlo scalare le SERP in poche settimane.

Ovviamente questo comporta, quasi sempre, una bassa qualità dei contenuti. I termini usati per indicare questi siti sono Spam Engine, Scraper Site e tanti altri che non sto quì ad elencare per decenza e perchè ora parleremo sopratutto di Trust Rank.

Il trust Rank si può definire una tecnica utile per distinguere le pagine qualitativamente migliori per gli utenti dal cosidetto spam.

TrustRank è un brevetto ed un marchio registrato di Google ed è stato implementato tra gli algoritmi di indicizazzione agli inizi del 2005.

Il Trust Rank si pone l’obiettivo di arginare il fenomeno sempre più diffuso di abusare della Link Popularity e del PageRank.

Ma come potranno mai riuscirci senza l’intervento umano?

Facile, usando degli editor, cioè dipendenti della grande G, che danno un punteggio ai vari siti.

Le fasi di assegnazione del TrustRank sono 3.

  • vengono selezionate automaticamente delle pagine non ancora classificate (seed)
  • un dipendente di Google divide i buoni (good pages) dai cattivi (bad pages)
  • l’algoritmo in base al voto umano determina le SERP

Tutto risolto allora? addio allo spam?
Non proprio.

Il fattore umano, se da un lato può sembrare il modo migliore per risolvere il problema dello spam, non lo è nella pratica.

Catalogare come buone o cattive delle pagine o siti da parte di operatori umani, definit oracoli, è un processo che fa consumare tempo prezioso. Purtroppo non è facile per delle macchine distinguere le pagine spammose dalle pagine con contenuti utili al navigatore web.

Il grosso limite del TrustRank è il fattore umano. La sola esistenza del trust rank fa venire meno una delle prerogative di google; la completa automazione dei processi di spiderizzazione e catalogazione delle pagine web.

Il TrustRank è la bandiera bianca degli sviluppatori degli algoritmi allo spam, che non hanno trovato un algoritmo capace di giudicare una pagina spam da una che sia stata scritta con contenuti unici e utili.

Una volta che una pagina o un sito diviene una good page, può linkare una pagina spam rendendola buona. Questo è un altro limite di questo algoritmo, che presume che una buona pagina punti i suoi link a pagine buone, ma sappiamo bene che non è sempre cosi.

Il trustrank è basato sulla fiducia che google ripone su determinate pagine o siti. Fiducia che a volte può creare polemiche e scontri come nel caso di DMOZ che è uno dei siti più autorevoli secondo google. Quasi ogni giorno sentiamo di abusi da parte di editor di DMOZ e questo rende poco trasparente il suo operato.

La lotta tra spammer e motori di ricerca comunque non conosce tregua. Bisogna dire però che dall’avvento del trustrank le SERP risultano più pulite. La presenza di siti spammosi è stata ridotta drasticamente e le tecniche di spamming si sono evolute.

Chi crea siti spam infatti ha tutto l’interesse che il suo sito sembri una buona risorsa agli occhi dell’oracolo. Parleremo in altri post di come si creavano gli spam engine o meglio scraper site e come si creano adesso.

Possiamo concludere definendo il TrustRank come una tecnica antispam, implementata da google, che assegna uno status ad alcuni pagine o siti (seeds). I seeds o semi in italiano, sono dei siti affidabili (trust=fiducia) da cui partire nella catalogazione dei siti.

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